Alla fine, almeno su questo punto, nel vertice di Arcore di questo pomeriggio tra il premier Silvio Berlusconi e il segretario della Lega Nord Umberto Bossi, l'ha avuta vinta quest'ultimo. L'ipotesi di taglio alle province, che aveva già subito drastici ridimensionamenti nei giorni successivi alla presentazione della legge ma che continuava a contenere l'ipotesi di soppressione della provincia di Massa-Carrara, verrà emendato e quindi stralciato nel dibattito parlamentare dei prossimi giorni. L'abolizione delle 110 province italiane contenuta nel programma di governo, poi diventata abolizione di 37 nella prima bozza della manovra e poi ridimensionata a 29, 27 e infine 22 è stata soppressa anche per i dubbi di costituzionalità sollevati da più parti negli ultimi giorni. Per togliere il vin dai fischi, Berlusconi e Bossi hanno deciso di rimandare la discussione a un disegno di legge costituzionale che dovrà prevedere anche il dimezzamento dei parlamentari. Il che equivale evidentemente a dire che le province non verranno soppresse. Con buona pace dei programmi e dei propositi di tagli alla casta. Mentre si svolgeva il vertice nella residenza del presidente del Consiglio, i sindaci di Massa e Carrara Roberto Pucci e Angelo Zubbani hanno partecipato l'uno accanto all'altro alla manifestazione di protesta di Milano dei primi cittadini italiani contro i tagli agli enti locali.
