MASSA-CARRARA - Non se ne parlava da tempo. Ciò non significa che il progetto fosse abbandonato. Tutt’altro. La recente decisione del governo di sopprimere le province inferiori ai 300mila abitanti e 3mila chilometri quadrati di superficie ha riportato alla luce il progetto della Regione Lunezia, o meglio della regione Emiliano-Lunense. Massa-Carrara possiede entrambi i requisiti per essere abolita e accorpata con un’altra provincia.
Lucca? La Spezia? Parma? Sono queste le tre ipotesi che sono rimbalzate nella testa dei cittadini e dei politici apuani. In pole-position c’è Lucca, per una ragione: le altre due province non sono in Toscana. Ma con una nuova Regione le cose cambierebbero. «Sceglierei Parma, anche se la prima opzione sarebbe naturalmente quella di dar vita a Lunezia» ha scritto in una nota il capogruppo carrarese del Pdl, Lanmarco Laquidara, il quale sulla stessa linea portata avanti da tempo dall’Associazione Regione Lunezia, ha ricordato la storia di Massa-Carrara. «Storicamente la provincia appartiene all’Emilia dove siamo stati fino al 1871 — ha precisato Laquidara — Non ci deve essere preclusa la possibilità di scegliere se tornarci o no». Ma il dibattito non è riemerso soltanto a Massa-Carrara, anche a La Spezia e Piacenza per esempio negli ultimi giorni si sta discutendo con fervore del futuro che potrebbe accomunare quelli che sono considerati da sempre i territori marginali delle rispettive regioni. La creazione della nuova regione era stata pensata dai costituenti nel 1946 ma l’idea fu poi accantonata. 8 i territori che andrebbero a formare la nuova regione: Massa-Carrara, La Spezia, Garfagnana, Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Cremona e Mantova. Chissà se questa sarà la volta buona.
Matteo Bernabè
