CARRARA - Continua a far discutere la provocazione di Maurizio Cattelan che, in occasione della prossima Biennale di scultura di Carrara, vuole sostituire la statua di Giuseppe Mazzini che si trova in centro città una di Bettino Craxi. La giunta nei giorni scorsi ha confermato il proprio sì all’iniziativa di Cattelan.
L’idea, sia ben chiaro, non ci scandalizza, l’arte talvolta è anche provocazione e la proposta ha avuto il merito di far parlare tutta Italia della Biennale di scultura.
Due considerazioni sono tuttavia doverose. Primo. Un’opera d’arte non puo’ prescindere dal contesto storico e geografico in cui viene collocata perché da quello talvolta deriva almeno una parte del suo significato. E allora non puo’ non essere considerato che Carrara è storicamente un centro pulsante del mazzinianesimo ma soprattutto che sono cominciate le celebrazioni per il 150/mo anniversario dell’unità d’Italia e che quindi in questo periodo i monumenti che rappresentano quella conquista storica dovrebbero essere valorizzati e non portati via.
Secondo. L’organizzazione di una mostra la deve decidere il curatore e le opere le devono realizzare gli artisti. Questo deve avvenire nella massima libertà, senza autorizzazioni o censure di sorta.
Le opere della Biennale non possono essere decise attraverso referendum popolare e anche i continui sopracciò dei politici in questi giorni ci paiono francamente stucchevoli. Tuttavia non possiamo esimerci dal segnalare l’imponente movimento di protesta che si è creato attorno dopo proposta l’idea di Cattelan. Il nostro televoto della scorsa settimana ci dice che l’80% dei carraresi è contrario, ma questo numero non rende realmente l’idea di una vera e propria sollevazione popolare. La nostra redazione in questi giorni è letteralmente presa d’assalto da sms, email e telefonate.
Probabilmente la soprintendenza bloccherà tutto, ciononostante abbiamo ritenuto opportuno oggi, prima che questo accada, mettere alcuni puntini sulle i.
