MASSA-CARRARA- Il festival "Sottosopra" compie tre anni con l'edizione che partirà domani e terrà impegnati per una tre giorni intensa tutti gli enti e le associazioni che insieme alla provincia di Massa Carrara hanno voluto replicare l'iniziativa dopo il suo successo dell'ultimo biennio.
Affrontare da più punti di vista la complessa questione culturale dell’immigrazione, è questo che si prefigge il cartellone 2010 del progetto, che si apre giovedì 22 aprile e animerà con diverse iniziative l’intero territorio provinciale.
La scelta, condivisa dall’Assessorato alla Cooperazione Internazionale della Provincia con gli enti, le associazioni e le scuole che aderiscono al “Forum provinciale della cooperazione internazionale, della pace e della solidarietà”, è stata quella di contribuire, da un lato, a far conoscere le motivazioni che spingono tanta parte della popolazione mondiale a lasciare i propri luoghi di origine per trovare rifugio, ospitalità, speranza nel nostro paese.
Dall’altro offrire l’opportunità di indagare le ragioni per cui un paese come il nostro, che tanto ha provato sulla propria pelle la necessità ed il dolore dell’emigrazione, sia divenuto così refrattario ad accogliere i migranti e a confrontarsi in maniera positiva con le esperienze altrui.
I “diritti negati” il tema centrale, quello su cui riflettere per capire le ragioni di chi emigra ed i diritti negati come la difficoltà di trattare gli immigrati come portatori di diritti universali. Grande soddisfazione per il cartellone messo a punto dall'amministrazione è stata espressa dall'assessore provinciale alla cooperazione internazionale, Raffaele Parrini: "Se Sottosopra torna anche quest'anno è èerchè si tratta da sempre di un'iniziativa che coinvolge la cittadinanza e soprattutto gli studenti - ha detto - quindi è chiaro che abbiamo nuovamente puntato sul questo tipo di iniziativa per parlare di tematiche che, aanche ultimamente sul nostro territorio, necessitano di approfondimento e di attenzione".
Proprio le nuove generazioni nel mirino degli organizzatori, perchè è ai giovani che bisogna parlare per sperare di sensibilizzare l'intera società su tematiche così delicate ed importanti: il Festival vero e proprio è stato infatti preceduto da una fase, voluta dalla Provincia, durante la quale si è svolta una serie di attività di laboratorio che ha interessato 150 classi del territorio, coinvolgendo circa 3.500 ragazzi e ragazze per 4 mesi.
Sono stati così affrontati nel luogo per eccellenza della possibile integrazione tutti gli aspetti legati alla convivenza tra diversi, valorizzando quanto di buono già esiste e fornendo un supporto straordinario a tutti i protagonisti del mondo scolastico (insegnanti, alunni, famiglie), per costruire luoghi di crescita e confronto spogliati da pregiudizi e chiusure identitarie. Il lavoro dei laboratori sarà visibile a tutti proprio nella festa, chiamata, non a caso, “Integriamoci”, che inaugurerà il festival giovedì 22 alla Colonia Comasca ai Ronchi di Massa: la riflessione troverà poi un momento di approfondimento sulle pratiche di integrazione nella scuola nel convegno “La scuola e il territorio”, in programma in Lunigiana nel pomeriggio al castello di Terrarossa. Il Festival proseguirà senza soste proponendo dibattiti, film, spettacoli teatrali, incontri con esperti e testimonianze di immigrati, alla ricerca di un confronto che sia di reciproca conoscenza ed arricchimento, senza dare nulla per scontato, ma anche abbattendo gli steccati del pregiudizio per configurare un possibile reciproco ascolto e una necessaria capacità di convivenza.
