CARRARA - “Davvero Cavalucci vuole illustrare la ‘morte’ della scultura con allestimenti irriverenti, dirompenti e choccanti? E allora abbia coraggio fino in fondo e scelga il nostro fallo di marmo come logo della Biennale”. Questa la provocazione di Paolo Merli, autore assieme ad Alfieri Grassi del “Fallo di marmo”, opera esposta provocatoriamente la scorsa estate al simposio di scultura e sequestrata dall’amministrazione comunale che, specificano i due artisti, non l’ha ancora restituita.
E una copia (in miniatura) del “Fallo di marmo” è stata esposta ieri sera nella settima puntata della trasmissione di Tele Toscana Nord “Star Trek”, dedicata al sesso sotto le Apuane e condotta da Margherita Mazzarella. “E’ curioso – ha proseguito Merli – come il Comune se la sia presa tanto con noi e la nostra performance della scorsa estate e poi abbia “istituzionalizzato” il nostro pensiero facendolo diventare il tratto dominante della prossima Biennale, per stessa ammissione del suo curatore”.
“E pensare che il fallo di marmo lancia anche un ulteriore messaggio – ha concluso l’artista – coerente con gli interessi della città: promuovere il lapideo e il suo utilizzo nelle sue molteplici forme, artistiche e non…”. Insomma le dichiarazioni rilasciate da Fabio Cavallucci alla Nazione hanno dato il là a una nuova provocazione che non mancherà di far discutere. La puntata di “Star Trek”, a cui ha partecipato tra gli altri anche Francesca Reale, la prima mezzobusto trans, andrà in replica questo pomeriggio alle 14 e domattina alle 10 su Tele Toscana Nord.
