CARRARA - Cave e cavatori in onda giovedì 26 febbraio in prima serata su "Scherzi a Parte" - Canale 5, subito dopo "Striscia la Notizia". L'atroce scherzo combinato al notissimo comico ed attore Giobbe Covatta sarà visto da 7 milioni di telespettatori, come attestano i dati "audience" della popolare trasmissione ideata anni fa da Fatma Ruffini e oggi condotta da Claudio Amendola, Teo Mammucari e l'affascinante Belen Rodriguez. Lo "show" che durerà 8 minuti e rappresenterà un'ottima fonte pubblicitaria per il marmo di Carrara, non è costato un euro al Comune che ne ha coadiuvato la realizzazione con l'impiego di proprie maestranze.Un tiro birbone messo a segno e registrato mesi fa nella cava 147 "Querciola", bacino marmifero di Colonnata dell'azienda "Mega Stone" rappresentata da Franco Petacchi. Scherzo a quota mille metri di altezza tra panoramiche irripetibili e tanto lavoro di professionisti dello spettacolo, di cavatori e "tecchiaioli" durante i giorni precedenti la beffa. La "fiction", organizzata da Paolo Lizza autore e regista, Alessandra Freri assistente alla produzione, Livio Elli produttore esecutivo, Francesco Porta direttore di produzione e Massimiliano Mirabella regista, ha coinvolto 30 uomini e donne (tra attori e tecnici) di Mediaset.
Una decina i personaggi nostrani (complici dello scherzo), tra cui Vittorio Prayer e Giovanni "Gianni" Franzoni del Comune. Tra i cavatori della "Querciola" hanno brillato sul set Pietro Ricci, Luigi Andreani detto "Pupilla" e gli acrobati dell'Api-An Giuliano Bianchi e Fabio Baratta.
LA BURLA A GIOBBE COVATTA: "Il comico è in vacanza nella casa del Forte sotto Pasqua. Il suo fedelissimo collaboratore Ugo, complice di "Scherzi a Parte", gli comunica che il Sindaco di Carrara è intenzionato a fargli tenere il suo spettacolo "Seven" all'interno di una cava di marmo. "Tra uno scenario che pare l'Inferno inciso dal Dorè -viene spiegato a Covatta- che si confà al soggetto ed alle scene della sua trasmissione. Giobbe è subito entusiasta:"Sono anni che desidero vedere le cave di Carrara -dice- e questa è l'opportunità giusta". Viene fissato l'appuntamento a Palazzo comunale. Giobbe arriva a Carrara a bordo del suo potente fuoristrada nuovo di zecca, col fidato Ugo al suo fianco. Franzoni e Prayer salgono sulla jeep di Covatta e accompagnano la coppia verso l'altissima cava. Il comico non sa che lassù è già tutto predisposto e che presto diverrà triste e iracondo. Si sale lungo i tornanti dei canaloni di Colonnata e l'auto si inerpica sulla strada di "arrocamento" tra pendenze impossibili. Giobbe ammira il panorama e ne resta estasiato: "Ugo guida tu, che io guardo sta meraviglia, anche a rischio della vita". A quota mille il fuoristrada si arresta nel piazzale del belvedere. Covatta esce e sprofonda subito nel pantano di terra e marmo (trappola predisposta il giorno prima). Si inzacchera le scarpe da passeggio e prende ad imprecare:"Potevate dirmelo che ci volevano gli scarponi". A riceverlo arriva un attore: falso Sindaco con tanto di fascia tricolore, che gli decanta le bellezze e le tradizioni del luogo: il duro mestiere del cavatore e la squisitezza del lardo di Colonnata. Su tutto il fronte di cava sono piazzate e nascoste una decina di telecamere, mentre la sala di regia è celata dentro un container. Il drappello giunge in una vasto piazzale dal quale si domina una paesaggistica affascinante fino al mare. "Che meraviglia delle meraviglie", ripete Giobbe Covatta. Ma ecco comparire un gigantesco monolite alto 50 metri. "Il suo show avremo intenzione di farlo lassù -dice il Sindaco- ma è necessario salire per vedere meglio". Giobbe viene imbracato e sollevato verso la sommità, ma a metà strada resta fermo a penzoloni. "Si è incagliata una fune", gli gridano, mentre gli appoggiano una lunga pertica sul sedere per issarlo un po'. "E adesso come faccio -urla Covatta- e mi tolga quel palo dal c..o". "Guardi il panorama, intanto che prendiamo una scala -gli rispondono i cavatori- semmai lo tiriamo giù con la ruspa". Passano i minuti e Giobbe resta appeso al monolite e comincia a spazientirsi: "Teste di c...o -grida in dialetto napoletano- cosa mi avete combinato". Allora un gigantesco attore che fa il capo cava chiama il ruspista a gran voce:"Pupilla, Pupilla, piglia la draga e corri subito qui". Ma Pupilla, come da istruzioni, ci vede poco e sbatte violentemente il cucchiaio della ruspa nel marmo poco distante da Covatta. "Mi volete ammazzare cretini -si lamenta Giobbe- tiratemi giù". Alla fine un cavatore sale sul cucchiaio della ruspa e lo conduce a terra. "Signor Covatta le abbiamo fatto prendere un bello spavento -afferma il capo cava- ci perdoni, non era mai successo. Ma ora, per cortesia, prema questo bottone rosso, che facciamo brillare la mina. Sarà un onore per noi cavatori". Giobbe pigia il marchingegno e si ode il boato (creato ad arte con effetti speciali). Covatta si intimorisce ma tutto sommato è incantato dall'esperienza. Tutti si avviano verso il fuoristrada di Giobbe per salutarlo, ma giunge trafelato un operaio che grida: "Chi è quel rimbambito che ha parcheggiato la jeep proprio sotto l'esplosione della mina...". Giobbe rimane perplesso, attonito, preoccupato: la sua bella fuoristrada è sepolta e schiacciata come una focaccina sotto tonnellate di informi di marmo. Comincia il grande lamento di Giobbe, il rimpallo di responsabilità: la colpa non la vuole nessuno, la polemica infuria. Il capo cava dice di andare al diavolo, il Sindaco declina ogni colpa. Il tono della discussione cresce e il gigantesco capo e afferra Covatta e assistente per i baveri: li insulta, spara un calcione addirittura al Sindaco. E' la rissa, con Giobbe Covatta furibondo che si esprime e offende tutti in dialetto napoletano. Poi il capo con morsa ferrea gli cinge la vita e gli intima: "Giobbe Covatta, guarda quella bancata di marmo. Guardala bene: sei su Scherzi a Parte". E cala dall'alto il famoso cartellone satirico. Il batticuore del comico dura ancora qualche minuto, poi Giobbe si accende una sigaretta, manda tutti in c-o, e finalmente si rilassa. La sua jeep è sana e salva, parcheggiata più in là. Ma gli avevano tolto la targa, la mascherina frontale e oggetti interni, posati poi sotto l'auto falsa e distrutta da tonnellate di marmi. Giobbe Covatta cala a valle e incontra Angelo Zubbani, il vero Sindaco di Carrara. E gli confida: "Tutto sommato e scherzi a parte, in questo vostro bell'ambientino farei volentieri il mio spettacolo".
Nella foto: un'immagine dello scherzo a Giobbe Covatta
