CARRARA - Ha causato un vero e proprio terremoto il siluro lanciato dal sindaco di Carrara Zubbani all'indirizzo degli industriali del marmo. In un'intervista rilasciata ai quotidiani locali il primo cittadino ha annunciato un giro di vite sui canoni di concessione delle cave e sul regolamento degli agri marmiferi. «Il Comune — ha dichiarato Zubbani — deve tornare a essere proprietario delle cave e darle solo a chi le lavora nel rispetto della legalità».
Non arrivano a caso queste parole, il 2011 sarà l'anno in cui si discuteranno i nuovi canoni concessori, visto che, lo ricordiamo, circa il 90 percento delle cave di Carrara è di proprietà del Comune e chi le lavora paga annualmente un canone che, a detta di molti, è irrisorio rispetto ai profitti delle imprese e delle cooperative. «Le ricadute del marmo sulla città non sono sufficienti — ha evidenziato Zubbani — e agli imprenditori non interessa trovare una soluzione concertata. Tutto ciò indigna non solo il sindaco ma l'intera collettività carrarese. È necessario — ha concluso il primo cittadino — che il Comune riprenda il suo potere ristabilendo la gerarchia tra proprietario e affittuario».
Dalla sede degli industriali di Massa-Carrara tutto tace. Il presidente, Alessandro Caro, ci ha risposto con un secco no-comment appena abbiamo chiesto un commento alle parole di fuoco del sindaco. In serata è arrivato invece l'annuncio del direttore di Assindustria Andrea Balestri, il quale ha comunicato la convocazione di un tavolo tra le aziende del settore che dovrà svolgersi domani, martedì.
Insomma, la partita del marmo sta per cominciare e a giudicare dal riscaldamento ne vedremo delle belle.
