Banda di albanesi importava in Italia cocaina: 32 arresti
Venerdì 05 Febbraio 2010 18:13
FIRENZE - A dirigere il traffico di droga sgominato dalla procura antimafia di Milano e dalla guardia di finanza di Firenze erano due albanesi che durante i loro spostamenti utilizzavano addirittura delle staffette per evitare i controlli.
Alcuni degli spacciatori avevano un regolare permesso di soggiorno e un lavoro come operai, meccanici o elettricisti. La droga arrivava nel nostro paese principalmente dal nord Europa e dalla Spagna occultata su automobili o autoarticolati. I corrieri erano sempre preceduti da staffette che controllavano il carico, a partire dal momento di acquisto sino al momento finale della vendita a soggetti che si occupavano dell'immissione sul mercato della droga. In alcuni casi sono stati usati anche gli "ovulatori", pusher di origine sudamericana, che ingerivano gli ovuli.
Il continuo scambio di schede telefoniche ha portato durante tutte le indagini a circa 130 utenze intercettate. E per evitare di essere compresi al telefono definivano i panetti di cocaina "giornate di lavoro", o "amico", "cugino". Il corriere veniva definito "asino" e "mille leke" corrispondevano a un chilo di cocaina. I due albanesi che erano a capo dell'organizzazione erano in grado di mettere in piedi una rete di relazioni a livello internazionale in grado di seguire tutte le fasi dell'importazione.
Grande soddisfazione per l'operazione l'ha espressa il generale Gaetano Mastropierro, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Firenze: "In questi mesi i sequestri nei confronti dei corrieri sono stati numerosi e sempre consistenti, tuttavia l'operazione di oggi incide fortemente sui vertici della struttura criminale azzerando l'operativita' di una tra le piu' grandi organizzazione dedita allo spaccio del Nord Italia. Questo dimostra che una seria azione di contrasto in materia di stupefacenti possa essere realizzata solo colpendo capi e struttura logistica dell'organizzazione stessa".
L'operazione è stata condotta anche nella provincia apuana.