I «Pionieri della Tv libera»
«Tele Toscana Nord è stata un fenomeno di costume ma anche qualcosa di più», scriveva, ironia della sorte, proprio Simone Caffaz, il direttore della nuova TTN, nel 2002 ne «I pionieri della Tv libera», Acrobat Media Editore. «Tra le emittenti locali che, nell’ultimo trentennio hanno affollato l’etere italiano, essa si è distinta per capacità di innovare e sperimentare. Sul piano organizzativo, giornalistico ma anche mediatico. Alcune caratteristiche peculiari della Tv contemporanea o, per dirla con Umberto Eco, della “neotelevisione” sono state per la prima volta introdotte da TTN: le televendite, l’utilizzo del telefono in diretta, la prima “syndication all’italiana” (ossia la contemporanea trasmissione dello stesso programma su più televisioni locali, sistema che qualche anno più tardi farà la fortuna di un certo Silvio Berlusconi). E anche il colore, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla Rai».
Molti i programmi di successo, primo tra tutti la mitica “Tremarella” di Paolo Tambini, una sorta di “Corrida” che impressionò lo stesso Corrado Mantoni e lo convinse a trasportare la sua storica trasmissione dalla radio alla Tv. Ma anche i programmi dialettali della compagnia di Lucio Ravenna e dei fratelli Carlo e Manrico Viti ebbero una popolarità straordinaria.
Inoltre, fecero epoca gli storici speciali giornalistici di Vittorio Prayer che, tra l’altro, lanciarono nel mondo dei media il paese di Colonnata, famoso nel mondo per il lardo, e la storica coppia Paolo Vinchesi-Paolo Pratali, antesignana del
giornalismo aggressivo e di denuncia stile “Striscia la Notizia”.
Importante nel successo di TTN fu lo sport, curato soprattutto da Maurizio Borghini, Nino Volpi e Giorgio Pregheffi, grazie anche alla singolare sinergia che creò un legame tra i pionieri della Tv libera e i pionieri del calcio totale, ovvero la grande Carrarese di Corrado Orrico che fece scuola innovando molto nel calcio nazionale.
TTN fu anche la prima Tv in Italia a trasmettere un film di James Bond (“Agente 007 - L’uomo dalla pistola d’oro”, nel 1984). E quindi, anche per TTN, vale la massima di Ian Fleming: si vive solo due volte…

Le strane coincidenze…
Dimenticavamo: anche don Giuseppe Rosini, il «parroco di TTN», ritratto nella foto con Chericoni, morì il 13 dicembre, 15 anni prima di Chericoni.
E non è finita qui: TTN ha iniziato le trasmissioni con un ripetitore a Santa Lucia, che si festeggia il 13 dicembre…Il logo della nuova TTN
Il simbolo della nuova TTN è stato ideato dal direttore dell’Accademia di Belle Arti Marco Baudinelli. Riprende i colori del logo storico e lo attualizza: il marchio TTN esce da un orizzonte rappresentato dalla scritta Tele Toscana Nord per intero. È come l’alba di un nuovo giorno…

La testimonianza di Paolo Tambini, il padre di TTN
Paolo Tambini, ideatore di TCA, Tele Carrara Autonoma, poi diventata TTN, ricorda gli albori delle Tv libere: «Nel 1973 nacque Tele Sarzana, io andai a vedere gli studi e poi volli fare qualcosa in grande stile. Scegliemmo la tecnologia dell’etere perché il cavo aveva spese impensabili: cablare Carrara costava 1 miliardo e 100 milioni. Però eravamo degli abusivi perché all’epoca c’era il monopolio della Rai. Io e Maurizio Pollina abbiamo anche subito un processo penale».Per espandere la Tv, però, servivano soldi: «Fu proprio Pollina a presentarmi Fausto Chericoni. Ci intendemmo al volo e ci accordammo con una stretta di mano. Sulla Tv avevamo idee diverse, lui più politiche, io più commerciali, però insieme facemmo grandi cose: Fausto non aveva enormi disponibilità economiche, ma era mosso da una generosità eccezionale».
Grazie al connubio Chericoni-Tambini, l’uno presidente l’altro direttore, TTN («il cui nome – ricorda Tambini – fu un’idea di Raoul Casadei») andò incontro a un successo straordinario e alcune trasmissioni divennero veri e propri eventi. Prima fra tutte, “La Tremarella”, una sorta di Corrida in chiave locale ideata e condotta dallo stesso Tambini.«Vedere il proprio vicino di casa che cantava, ballava e giocava ebbe un effetto travolgente e, a 35 anni di distanza, questo rappresenta ancora oggi la chiave del successo delle Tv locali». La “Tremarella” fu un boom talmente clamoroso che lo stesso Tambini non volle più replicare: «Gli anni successivi andai in onda con altre trasmissioni: ripetere quel successo sarebbe stato impensabile ma, dopo 35 anni, alla nuova TTN si potrebbe pure tentare…».
Certo, i risultati di ascolto dell’epoca probabilmente sarebbero ben difficili da raggiungere: «Un’indagine condotta dalla Rai – rammenta l’ex direttore – rivelò che il mercoledì, giorno di messa in onda della “Tremarella”, TTN arrivava a percentuali di ascolto vicine all’80 per cento del pubblico televisivo. Un’enormità, è vero, ma chissà che una nuova edizione di quella felice esperienza non consenta di avvicinare tali record…».
TTN, ricomincia la storia
L’idea di riaprire TTN è stata concepita in modo del tutto informale e casuale, ma la decisione imprenditoriale è stata poi assunta sia sulla base di adeguate ricerche di mercato (crescita costante della preferenza accordata alle fonti informative locali a scapito di quelle nazionali) sia su considerazioni di carattere emotivo, poiché abbiamo appurato che il nome TTN gode tuttora di una notevole popolarità.
