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I «Pionieri della Tv libera»

Maurizio PollinaTutto partì nel 1974 quando 33 soci capitanati da Paolo Tambini fondarono Tele Carrara Autonoma, una delle primissime “Tv libere” italiane. Il debutto fu una maratona elettorale visibile solo al bar Europa di piazza Farini, collegato attraverso un cavo con la soffitta di Palazzo Vacchelli, da dove TCA trasmetteva. Dopo pochi minuti, il collegamento si interruppe e i 33 sognatori decisero di abbandonare la tecnologia del cavo per affrontare quella pionieristica dell’etere. Fu Maurizio Pollina (alias “Cacciavite d’oro”), che assieme al fratello Riccardo, oggi scomparso, sarà per molti anni uno dei protagonisti della Tv, a curare i collegamenti di “alta frequenza” che permisero in breve tempo alla Tv di essere vista dalla Spezia fino alle porte di Roma.

Riccardo PollinaTroppa grazia per Carrara e infatti anche il nome cambiò diventando TTN, Tele Toscana Nord. Intanto la maggioranza delle quote della società fu rilevata da Fausto Chericoni, imprenditore turistico, socialista e con un passato da comandante partigiano: con lui, e Paolo Tambini direttore, TTN andò incontro a un periodo d’oro.
«Tele Toscana Nord è stata un fenomeno di costume ma anche qualcosa di più», scriveva, ironia della sorte, proprio Simone Caffaz, il direttore della nuova TTN, nel 2002 ne «I pionieri della Tv libera», Acrobat Media Editore. «Tra le emittenti locali che, nell’ultimo trentennio hanno affollato l’etere italiano, essa si è distinta per capacità di innovare e sperimentare. Sul piano organizzativo, giornalistico ma anche mediatico. Alcune caratteristiche peculiari della Tv contemporanea o, per dirla con Umberto Eco, della “neotelevisione” sono state per la prima volta introdotte da TTN: le televendite, l’utilizzo del telefono in diretta, la prima “syndication all’italiana” (ossia la contemporanea trasmissione dello stesso programma su più televisioni locali, sistema che qualche anno più tardi farà la fortuna di un certo Silvio Berlusconi). E anche il colore, con alcuni mesi di anticipo rispetto alla Rai».
Lucio Ravenna, oggi scomparsoIl Videogiornale, guidato prima da Romano Bavastro, poi da Lorenzo Marchini e infine da Attilio Papini, fu realizzato con grande dispiegamento di mezzi e personale: nel periodo di massimo splendore, le cinque redazioni (Carrara, Massa, Viareggio, Pisa e Livorno) arrivarono a utilizzare fino a 48 collaboratori. Fu la delizia e la croce della Tv: aveva ascolti clamorosi ma costava tanto. Troppo, al punto, col tempo, di dissanguare Chericoni.
Molti i programmi di successo, primo tra tutti la mitica “Tremarella” di Paolo Tambini, una sorta di “Corrida” che impressionò lo stesso Corrado Mantoni e lo convinse a trasportare la sua storica trasmissione dalla radio alla Tv. Ma anche i programmi dialettali della compagnia di Lucio Ravenna e dei fratelli Carlo e Manrico Viti ebbero una popolarità straordinaria.

Inoltre, fecero epoca gli storici speciali giornalistici di Vittorio Prayer che, tra l’altro, lanciarono nel mondo dei media il paese di Colonnata, famoso nel mondo per il lardo, e la storica coppia Paolo Vinchesi-Paolo Pratali, antesignana del Vittorio Prayer, con la piccola Eleonora, che collabora con la nuova TTNgiornalismo aggressivo e di denuncia stile “Striscia la Notizia”.

Importante nel successo di TTN fu lo sport, curato soprattutto da Maurizio Borghini, Nino Volpi e Giorgio Pregheffi, grazie anche alla singolare sinergia che creò un legame tra i pionieri della Tv libera e i pionieri del calcio totale, ovvero la grande Carrarese di Corrado Orrico che fece scuola innovando molto nel calcio nazionale.
Il presentatore e telecronista Giorgio PregheffiPoi, dalla metà degli anni ’80, la crisi causata dall’uscita di scena di Chericoni e Tambini, dalla diminuzione degli inserzionisti pubblicitari, dall’esplosione delle grandi emittenti nazionali e della pay-Tv. Quindi la fine. È rimasto il ricordo di un’esperienza mitica e tante professionalità di successo, prima fra tutte quella di Roberto Gasparotti, responsabile dell’immagine istituzionale di Silvio Berlusconi.
TTN fu anche la prima Tv in Italia a trasmettere un film di James Bond (“Agente 007 - L’uomo dalla pistola d’oro”, nel 1984). E quindi, anche per TTN, vale la massima di Ian Fleming: si vive solo due volte… 

 

Il cameraman Francesco Cricca Il mitico pullmino-regia davanti alla storica sede di viale XX Settembre all’inaugurazione di TTN Da sinistra, Roberto Gasparotti, Lorenzo Marchini, Maurizio Borghini e Gianfranco Baccicalupi

 

Le strane coincidenze…

Don Giuseppe Rosini con Fausto ChericoniL’annuncio della rinascita di TTN è stato dato il 13 dicembre 2008. Fausto Chericoni, storico magnate di TTN, morì esattamente cinque anni prima, il 13 dicembre del 2003 a 83 anni. Una vita trascorsa con la passione per la politica e l’informazione l’aveva portato dapprima, ancora giovanissimo, a militare come comandante partigiano nelle file di Giustizia e Libertà. Poi come dirigente di lungo corso del Partito Socialista, quando tentò per due volte la scalata per un seggio parlamentare: prese una valanga di voti, però le porte di Montecitorio per lui rimasero chiuse. Ma Fausto Chericoni è rimasto nell’immaginario collettivo della città soprattutto come presidente di TTN e come conduttore dell’“Osservatorio”, la sua trasmissione-tribuna grazie alla quale compì mille battaglie di civiltà e democrazia. «All’inizio degli anni ’70 c’era una carenza di informazione nel nostro Paese e io ho fatto tutto il possibile per colmarla almeno nella nostra zona»: questo dichiarò nel 2002 a Simone Caffaz nel libro «I pionieri della Tv libera». Proprio la presentazione del volume fu l’ultima apparizione pubblica di Chericoni, che venne salutato con una lunghissima standing ovation dai suoi ex ragazzi di TTN.

Dimenticavamo: anche don Giuseppe Rosini, il «parroco di TTN», ritratto nella foto con Chericoni, morì il 13 dicembre, 15 anni prima di Chericoni.
E non è finita qui: TTN ha iniziato le trasmissioni con un ripetitore a Santa Lucia, che si festeggia il 13 dicembre…


Il logo della nuova TTN

Il simbolo della nuova TTN è stato ideato dal direttore dell’Accademia di Belle Arti Marco Baudinelli. Riprende i colori del logo storico e lo attualizza: il marchio TTN esce da un orizzonte rappresentato dalla scritta Tele Toscana Nord per intero. È come l’alba di un nuovo giorno…



La testimonianza di Paolo Tambini, il padre di TTN

Paolo Tambini con Mia MartiniPaolo Tambini, ideatore di TCA, Tele Carrara Autonoma, poi diventata TTN, ricorda gli albori delle Tv libere: «Nel 1973 nacque Tele Sarzana, io andai a vedere gli studi e poi volli fare qualcosa in grande stile. Scegliemmo la tecnologia dell’etere perché il cavo aveva spese impensabili: cablare Carrara costava 1 miliardo e 100 milioni. Però eravamo degli abusivi perché all’epoca c’era il monopolio della Rai. Io e Maurizio Pollina abbiamo anche subito un processo penale».

Per espandere la Tv, però, servivano soldi: «Fu proprio Pollina a presentarmi Fausto Chericoni. Ci intendemmo al volo e ci accordammo con una stretta di mano. Sulla Tv avevamo idee diverse, lui più politiche, io più commerciali, però insieme facemmo grandi cose: Fausto non aveva enormi disponibilità economiche, ma era mosso da una generosità eccezionale».

Paolo Tambini oggiGrazie al connubio Chericoni-Tambini, l’uno presidente l’altro direttore, TTN («il cui nome – ricorda Tambini – fu un’idea di Raoul Casadei») andò incontro a un successo straordinario e alcune trasmissioni divennero veri e propri eventi. Prima fra tutte, “La Tremarella”, una sorta di Corrida in chiave locale ideata e condotta dallo stesso Tambini.
«Vedere il proprio vicino di casa che cantava, ballava e giocava ebbe un effetto travolgente e, a 35 anni di distanza, questo rappresenta ancora oggi la chiave del successo delle Tv locali». La “Tremarella” fu un boom talmente clamoroso che lo stesso Tambini non volle più replicare: «Gli anni successivi andai in onda con altre trasmissioni: ripetere quel successo sarebbe stato impensabile ma, dopo 35 anni, alla nuova TTN si potrebbe pure tentare…».
Certo, i risultati di ascolto dell’epoca probabilmente sarebbero ben difficili da raggiungere: «Un’indagine condotta dalla Rai – rammenta l’ex direttore – rivelò che il mercoledì, giorno di messa in onda della “Tremarella”, TTN arrivava a percentuali di ascolto vicine all’80 per cento del pubblico televisivo. Un’enormità, è vero, ma chissà che una nuova edizione di quella felice esperienza non consenta di avvicinare tali record…».


TTN, ricomincia la storia

L’idea di riaprire TTN è stata concepita in modo del tutto informale e casuale, ma la decisione imprenditoriale è stata poi assunta sia sulla base di adeguate ricerche di mercato (crescita costante della preferenza accordata alle fonti informative locali a scapito di quelle nazionali) sia su considerazioni di carattere emotivo, poiché abbiamo appurato che il nome TTN gode tuttora di una notevole popolarità.

La nuova TTN fa riferimento alla “sorella maggiore”: tanta informazione, molto sport e altrettanto approfondimento. Come la vecchia TTN, cerca di introdurre continuamente idee e linguaggi nuovi e corteggia il pubblico giovane, facilitata in questo obiettivo da una redazione di trentenni e dalla stessa età del presidente Massimo Binelli e del direttore Simone Caffaz. Utilizzia anche energie ed esperienza della TTN anni ’70 e ’80, ma nel contempo tiene ben presenti pure gli errori del passato, per evitare di ripeterli.
 



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